iPad Pro M1 12,9″ (2021): prestazioni e schermo al top, ma serve iPadOS 15 – RECENSIONE

Potente come un Mac, ma limitato dal software. Almeno fino ad iPadOS 15. Lo schermo miniLED è una meraviglia per gli occhi.

L’iPad Pro M1 12,9″ è il nuovo tablet professionale di Apple, pensato per offrire a chi lavora delle prestazioni assolutamente in linea con quelle degli ultimi Mac e uno schermo di qualità pregevole, in grado di avvicinarsi allo stato dell’arte rappresentato, oggi, dai pannelli OLED. Le novità non finiscono qui e possiamo già anticiparvi che iPad Pro è ancora una volta il miglior tablet in circolazione, specialmente nella più completa versione da 12,9″.

Design – iPad Pro M1

Nulla è cambiato o quasi. Il nuovo iPad Pro M1 viene sempre commercializzato in due varianti: una da 11 pollici, sicuramente più facile da portare in giro, e una da 12,9 pollici pensata prevalentemente per un utilizzo “da scrivania” ma che chiaramente non disdegna qualche piccola gita fuori porta. Rispetto al passato sono però aumentati il peso e lo spessore di entrambe le configurazioni rispetto al modello precedente, con il 12,9″ che arriva a 684 grammi di peso e a 6,4mm nella versione Cellular. La differenza è percepibile, ma non deve spaventare e soprattutto è giustificata dai cambiamenti importanti avvenuti all’interno. Restano invece due le opzioni di colore, ossia grigio siderale e argento, sia per l’11” che per il 12,9″.

Schermo

Vero fiore all’occhiello del nuovo iPad Pro M1 da 12,9″ è la presenza di uno schermo miniLED che Apple chiama commercialmente “Liquid Retina XDR” per differenziarlo dal “Liquid Retina” presente sul modello da 11″. La differenza tra le due tecnologie è abissale: si tratta sempre di un pannello retroilluminato, ma il miniLED riesce a raggiungere una profondità dei neri paragonabile a quella degli schermi OLED. Questa caratteristica rende ancora più interessante l’iPad Pro M1 da 12,9″ rispetto al modello da 11″ nel momento in cui lo si voglia utilizzare come “macchina da serie TV”: infatti la tecnologia miniLED eviterà di mostrare le classiche bande nere intorno al video, andando quasi totalmente a spegnere i pixel interessati.

Trattandosi però pur sempre di un pannello retroilluminato, abbiamo notato un fastidioso artefatto che si genera riproducendo testi chiari (tendenti al bianco) su uno schermo completamente nero. Verrà infatti mostrato un alone chiaro dietro gli elementi in questione. Il fenomeno è limitato e apprezzabile solo al buio e con immagini tendenzialmente nere, mentre quando il Liquid Retina XDR può riprodurre tutti i colori della gamma P3 sarà difficile notare qualsiasi tipo di artefatto.

Anzi rispetto al modello di generazione precedente potrete notare una luminosità di picco ancora superiore (1600 nit di picco) e godervi il meraviglioso contrasto 1.000.000:1, l’HDR e le tecnologie ProMotion (refresh rate fino a 120Hz) e TrueTone (gestione automatica del punto di bianco).

Nel complesso un OLED sarebbe stato sicuramente un pannello di qualità superiore, ma probabilmente Apple ha optato per il miniLED per un discorso di affidabilità (si evita infatti il burn-in) e di contenimento dei costi, sia per l’azienda che per il consumatore. Un compromesso saggio e che soprattutto rende molto bene durante l’uso quotidiano del tablet.

Hardware

L’altra grande miglioria portata nel nuovo iPad da Apple quest’anno è il chip M1. Lo stesso che abbiamo conosciuto e apprezzato sulla linea Mac per via della sua capacità di calcolo quasi al livello delle soluzioni Intel più prestanti e per una gestione dei consumi sul fronte della batteria davvero interessante. Quest’anno quindi iPad Pro abbandona il processore “A” – che resta a disposizione degli iPhone e della restante lineup iPad -e sposa un’architettura più matura che renderà anche più semplice il travaso di eventuali applicativi Mac su iPad (e viceversa).

Non voglio annoiarvi con numeri e percentuali che quantifichino l’upgrade rispetto al processore della generazione precedente, anche perché dati come questi, ormai trovano sempre con più difficoltà riscontro nell’utilizzo quotidiano, soprattutto quello più semplice. Di sicuro chi compra un iPad Pro lo fa (almeno anche) per lavoro e qui il nuovo modello permette di ottenere prestazioni ancora superiori rispetto al passato. Ad esempio nel montaggio con Luma Fusion abbiamo visto ridursi i tempi di export e abbiamo anche constatato una più fluida navigazione nel progetto. Lo stesso discorso vale per l’editing foto con Pixelmator e in particolare per la cancellazione degli oggetti con la Apple Pencil, ora rapidissima.

Segnaliamo anche che per la prima volta Apple cita ufficialmente il quantitativo di RAM previsto su iPad Pro, differenziando anche la lineup: i modelli da 1TB o 2TB di memoria potranno contare, infatti, su ben 16 GB di memoria, mentre i modelli da 128, 256 e 512 GB sono corredati da una RAM di “soli” 8 GB.

Software

Tutto molto bello, ma iPad ha bisogno di altro per dare senso a tutta questa potenza. Quel qualcosa di più è un iPadOS che consenta, ad esempio, l’esecuzione delle app in parallelo e in finestra – proprio come su Mac – una migliore gestione dei file e un supporto completo ai monitor esteri, anche perché ora è arrivato il Thunderbolt ed è quindi possibile connettere iPad Pro anche dischi esterni e a schermi particolarmente esigenti come il Retina Display XDR di Apple, ma in questi casi l’iPad non potrà utilizzare i monitor come veri spazi esterni se non in specifiche app; generalmente il contenuto viene solamente duplicato, senza un vero valore aggiunto per l’utente.

È infatti il software – almeno a maggio 2021 – il vero collo di bottiglia dell’esperienza M1 sul nuovo iPad Pro. Fino a quando non cambierà qualcosa, magari già con iPadOS 15, anche il nuovo iPad Pro resterà semplicemente l’iPad più veloce di tutti nel fare le cose che qualsiasi altro iPad può fare. Siamo sicuri però che l’introduzione di Apple Silicon non sia un caso e ci aspettiamo quindi grandi cose dal nuovo aggiornamento software che sarà annunciato tra poche settimane.

Segnaliamo anche il nuovo taglio da 2TB che diventa particolarmente adeguato nel momento in cui si vuole utilizzare l’iPad Pro come principale dispositivo di archiviazione per foto, video e altri contenuti particolarmente generosi in dimensione, anche se purtroppo il taglio base parte sempre da 128 GB.

Connettività

Oltre alla già citata porta Thunderbolt, la connettività sul nuovo iPad Pro M1 si arricchisce con l’integrazione di un modulo 5G nella versione Cellular e del WiFi 6, invece presente su tutti i modelli. Personalmente continuo a ritenere non essenziale la versione Cellular dato che ormai quasi tutti i piani tariffari includono l’hotspot gratuito dallo smartphone; potete così utilizzare la connessione mobile che già pagate e condividerla con il tablet, senza necessità di attivare una seconda SIM e pagare un canone mensile aggiuntivo.

Ben più interessante, invece, la tecnologia E-Sim che viene riproposta anche su questo iPad Pro e che consente, in situazioni di emergenza o in assenza di opzioni migliori, di siglare un contratto al volo con provider selezionati direttamente dall’app Impostazioni di iPadOS, in modo tale da navigare in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.

Audio

Nessun cambiamento da segnalare sul fronte audio: il nuovo iPad Pro M1 mantiene il medesimo sistema di speaker e microfoni che abbiamo apprezzato sul modello di generazione precedente. La qualità di ascolto è potenziata da una riproduzione fedele di tutte le frequenze e dalla ridistribuzione automatica del segnale audio in base a come posizioneremo l’iPad (in orizzontale o in verticale). I microfoni di qualità professionale consentono inoltre di acquisire un flusso audio facilmente utilizzabile anche per scopi creativi.

Fotocamera

Oltre a riproporre le stesse fotocamere posteriori del precedente modello, ossia una grandangolare da 12 megapixel e una ultra-grandangolare da 1o megaxpiel (entrambe ora con Smart HDR 3.0) il nuovo iPad Pro presenta un modulo fotografico anteriore che riserva una interessante sorpresa. Quando attiverete la fotocamera vedrete il vostro volto comparire sullo schermo come sempre, ma andando a premere sul pulsante “pinch-out” utilizzerete questa nuova fotocamera con la sua ottica originale, senza correzioni. La buona notizia è che si tratta di una fotocamera ultra-grandangolare in grado di far entrare praticamente ogni oggetto alle vostre spalle nella scena. Selfie di gruppo a volontà quindi, ma anche una nuova funzionalità particolarmente utile chiamata “Inquadratura Automatica“.

Questa feature è pensata per le video chiamate ed è stata resa disponibile anche agli sviluppatori per essere eventualmente integrata nelle loro applicazioni. Ma cosa consente di fare? In sostanza basterà posizionarsi davanti allo schermo dell’iPad, avviare una qualsiasi app supportata (ad esempio FaceTime) e l’iPad inizierà a tracciare il nostro volto, seguendoci quando ci spostiamo. Si tratta di una soluzione veramente geniale e soprattutto efficace che ci permette di partecipare alle videochiamate anche quando dobbiamo muoverci un minimo nell’ambiente in cui ci troviamo. Una piccola svolta in un periodo storico in cui mettersi dinanzi ad un monitor per lavoro o didattica è all’ordine del giorno per tantissimi.

Batteria

L’autonomia dell’iPad Pro M1 è in linea con quella del modello precedente. Se da una parte abbiamo il chip M1 che garantisce consumi ridotti, dall’altra è innegabile che la tecnologia miniLED comporti maggiori consumi. Probabilmente il modello da 11″ potrebbe regalare qualche minuto di autonomia in più nel confronto con il suo predecessore, ma per il 12,9″ vengono fondamentalmente garantire le dichiarate 10 ore di utilizzo con utilizzo normale. Utilizzando software per il video-editing o per il photo-editing con continuità l’autonomia generale del dispositivo potrebbe risentirne in maniera anche importante. Ad incrementare ulteriormente i consumi è anche la Magic Keyboard (recentemente rinnovata e resa disponibile anche in bianco).

Purtroppo iPad Pro viene fornito ancora una volta con il classico caricatore a 20W che può essere sufficiente per il modello da 11″ ma che risulta, al tempo stesso, limitante per caricare in modo veloce il modello da 12,9″.

Conclusioni e Prezzi – iPad Pro M1

Riassumere il nuovo iPad Pro equivale a riassumere il vecchio iPad Pro: prestazioni stellari, limitate da un software ancora troppo legato all’esperienza smartphone. Le altre novità più rilevanti di questo upgrade risiedono nello schermo miniLED – deciso passo in avanti rispetto all’IPS, ma come detto non esente da qualche critica – e nella fotocamera FaceTime HD ora con ottica grandangolare e funzionalità “Inquadratura Automatica”. La speranza è che tra meno di due settimane possa arrivare la conferma di un iPadOS 15 studiato per rendere al meglio proprio su iPad o addirittura di un fork della piattaforma che consenta agli iPad Pro di uniformarsi meglio alle esigenze dei professionisti. Perché ormai lo abbiamo capito che le potenzialità hardware ci sono, ma il software continua a ritardare quell’era post-PC di cui Apple ci ha più volte parlato.

8,5

Il nuovo iPad Pro da 12,9″ è pensato per offrire delle prestazioni ancora migliori grazie all’introduzione del processore M1. Al momento, però, il potenziale di Apple Silicon viene sacrificato da un iPadOS ancora troppo limitato e simile ad iOS. Una gestione con app in parallelo è fortemente attesa con iPadOS 15 e cambierebbe le regole del gioco. Lo schermo miniLED è un sostanziale passo in avanti rispetto all’IPS e l’Inquadratura Automatica è una chicca che abbia apprezzato particolarmente. Il prezzo resta proibitivo per molti. In ogni caso si tratta del miglior tablet in circolazione, ormai con un gap pluriennale in termini di potenza e affidabilità.

  • Design
    9
  • Schermo
    9,5
  • Hardware
    9
  • Audio
    8,5
  • Connettività
    8,5
  • Software
    7,5
  • Fotocamera
    8,5
  • Batteria
    7,5

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