Nuove regole imposte da Apple relativa ai periodici per iPad [RUMOR]

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Sebbene non si tratti di una notizia confermata, sembra che Apple abbia deciso di imporre nuove regole relativamente alla sottoscrizione di abbonamenti a periodici che è possibile visualizzare direttamente su iPad. Vediamo nel dettaglio quali sembra siano le richieste di Apple nei confronti degli editori nel presente articolo.

Come riporta infatti iLounge, Apple avrebbe deciso di cambiare le regole che attualmente determinano il modo in cui vengono acquistati gli abbonamenti a periodici per iPad. Essenzialmente, sembra che Apple non voglia più consentire che queste sottoscrizioni avvengano direttamente online, senza dunque avere dunque come tramite Apple stessa.

Alcune fonti indicano inoltre che la data prestabilita da Apple entro la quale gli editori dovranno adattarsi alle nuove regole è il 31 Marzo: in caso di non adesione al nuovo regolamento, le applicazioni interessate potrebbero essere rimosse da App Store.

In questo modo, Apple avrebbe modo di guadagnare il 30% del costo della sottoscrizione come normalmente dovrebbe accadere in questo tipo di situazione. Se i pagamenti delle sottoscrizioni avvengono al di fuori dell’App Store (o di qualunque altro mezzo di Apple), la società californiana non ha modo di trarre profitto da questi accordi.

Non mancano infine le voci che sostengono che in futuro Apple potrebbe presentare una nuova piattaforma dedicata appositamente all’acquisto di abbonamenti per periodo su iPad. Non ci resta dunque che attendere e vedere l’evoluzione della vicenda nei prossimi mesi.

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Commenti 18

  1. EstreetNeck
    Che poi trovo assurdo pagare 0.79 per una copia digitale contro 1€ di quella cartacea. Basterebbe mettere in un pò più di pubblicità e farle pagare max 40c e sicuramente si scaricherebbero un sacco di quotidiani, abche quelli che normalmente uno non leggerebbe.
  2. MarcoCav
    Ma se io acquisto un abbonamento a Focus tramite Zinio... perché mai Apple dovrebbe guadagnarci sopra? Lei che c'entra in un contratto che IO stipulo con un EDITORE che mi vende una rivista? Sempre più arrogante, questa Apple.
  3. topogigio
    @MarcoCav forse forse Apple vuole creare uno store suo, tipo Zinio? A me va benissimo, basta che non blocchi la possibilità a Zinio di fare concorrenza. Ma se è brava a metter su uno store con un sacco di quotidiani, riviste, eccecc e in più me li fa pagare poco, molto meno che in edicola, perchè non dovrebbe guadagnarci qualcosa? A me utente interessa quanto pago effettivamente: se pago 40 centesimi non me ne frega nulla che Apple fa 70/30 con l'editore! A me interessa che i 40 centesimi mi escano dalle tasche, non come si dividono dopo.
  4. MarcoCav
    Nemmeno a me importa come si dividono i miei soldi, ma se ora Zinio chiede un TOT per l'abbonamento a Focus (è solo un esempio), se dovrà pagare una percentuale per far ciò ad Apple, ovvero il 30%, allora non credo che né lei, né l'editore di Focus vorranno perderci, pertanto è molto probabile che quel rincaro finirà sulle spalle degli acquirenti. E questo mi importa.
  5. MarcoCav
    Ma poi continuo a non capire perché Apple dovrebbe guadagnare da una transazione che io faccio con chi mi fornisce un servizio: sarebbe come se Microsoft dicesse che se voglio fare acquisti su internet usando Internet Explorer, allora bisogna dargli una percentuale del ricavo. Non ha senso.
  6. Secondo me Zinio per gestire le transazioni prende ben più del 30%, invece Apple ha già gestione server, gestioni carte di credito, gestione store, gestione banda.. E probabilmente agli editori conviene anche perché spendono meno nell'infrastruttura che ci sta dietro. Senza contratti e costi fissi ma solo il 30% sul singolo venduto, e senza durate minime di contratto... Se è come le app ci guadagnano sia i rivenditori che noi ed Apple... Mi posso sbagliare ma di solito una transazione con carta ha di suo un 4% e poi va aggiunto un forfait a chi gestisce il pagamento e chi gestisce lo store e l'infrastuttura.. Io credo che Zinio sia molto più costoso per i rivenditori che quindi devono alzare il prezzo e cercare di vendere tanto per guadagnarci. Apple ha tutto e dalle app gratis non guadagna niente e non chiede niente per distribuirle... Ha banda, server e software e commerce perfetti, tutto a volontà
  7. MarcoCav
    Sì, ma la notizia per nulla non parla del fatto che Apple vuole distribuire da sé riviste e abbonamenti. L'avete letta? Parla del fatto che le applicazioni che fanno ciò, come Zinio o quelle che permettono di acquistare abbonamenti a giornali, dovranno utilizzare transazioni tramite Apple e non tramite web, lasciando dunque una percentuale del 30%. Questo dice.
  8. Gigio 82
    spero che non sia vero perchè sarebbe insensato. l'ipad è solo un mezzo (peraltro costoso) per usufruire di un servizio. immagino che se fosse così l'ulteriore 30% graverà sulle tasche dei consumatori, tanto per cambiare. è come se io compro un pc hp e ad ogni acquisto fatto su internet dovessi dare una percentuale alla hp. oppure ho una bmw e ogni passaggio in autostrada oltre al pedaggio devo dare dei $$$ alla Bmw...
  9. I servizi, quelli che oltretutto passano attraverso l'Apple Store e per cui si sono sottoscritti PRIMA gli accordi con la Apple, è GIUSTO che si paghino.
  10. MarcoCav
    @Charly: Peccato che prima accordi non ve ne erano. Li introduce ora Apple.
  11. Allucinante!! Spero sia un fake.
  12. I terminali iOs fanno parte di un "ecosistema" formato da hardware e software di sistema progettato da Apple. La stessa Apple apre ai programmatori e agli editori la possibilità di produrre contenuti per iOs, e mette a disposizione una infrastruttura per la promozione e distribuzione degli stessi. Se Apple decide che la distribuzione deve passare solo per la sua infrastruttura facendosi pagare un tot per questo servizio è nel pieno dei suoi diritti di azienda che ha investito e prodotto tale struttura per guadagnarci sopra. Se gli editori o programmatori non sono d'accordo perchè non si prendono l'onere di crearsi un hardware e software proprietario su cui distribuire le proprie creazioni? D'altronde anche amazon ha fatto esattamente così con il kindle. Per Marcocav: il fatto che microsoft non ti chieda di pagare un tot se fai acquisti su internet usando explorer è una sua scelta, sarebbe in ogni caso legittimo se a un certo punto decidesse il contrario, per contro tu avresti tutti i tuoi diritti di cambiare browser. Per Bryan: allucinante è semmai il fatto che qualcuno non ha ancora capito che Apple non è una onlus. Ciao
  13. MarcoCav
    @Maxone: Assolutamente non è vero quel che dici quando affermi "il fatto che microsoft non ti chieda di pagare un tot se fai acquisti su internet usando explorer è una sua scelta, sarebbe in ogni caso legittimo se a un certo punto decidesse il contrario, per contro tu avresti tutti i tuoi diritti di cambiare browser." Mi spiace, ma le cose non stanno affatto così, non nel mondo in cui viviamo. Certo, Apple non è una Onlus... ma chi l'ha detto? Un conto è non esserlo, un conto è affermare che se io voglio fare una transazione da privato verso un'azienda che mi fornisce un servizio, Apple debba mangiarci sopra. C'è un oceano tra le due cose. Ah, Apple peraltro non mette a disposizione alcuna infrastruttura e se avessi usato Zinio lo sapresti: quando acquisti da Zinio lo fai dal loro sito web, anche dal tuo PC. Zinio poi ti fornisce un'applicazione, tramite store, che ti permette di visualizzare ANCHE su iPad quelle riviste che hai comprato. Punto. Apple in questo non fornisce nulla, nemmeno la banda con la quale scarico la rivista. La fatica l'ha fatta tutta Zinio, sia in termini di costo dei server, di banda e di realizzazione dell'applicazione su iPad. Apple fornisce l'iPad. Come d'altra parte la Dell, l'HP, ecc... forniscono computer. Peraltro Apple deve fare attenzione: già diverse settimane fa si diceva che secondo diverse stime le realtà editoriali vendono oggi assai meno rispetto a quando è uscito l'iPad. Se ora sottoporrà balzelli rischia di perdere molto... e noi utenti di pari passo o rischiamo di perdere contenuti, o di pagarli di più (ma questo non ti infastidisce). Occhio poi a credere che Apple possa gestire da sé buttando fuori dallo store tutte quelle applicazioni che sotto abbonamento forniscono servizi: basta vedere quanto è gestito male l'iBook store in Italia (pochissimi libri, nessun accordo con gli editori, ecc...) per farsene un'idea.
  14. dato che la lettura dei quotidiani su tablet è una principali attività credo che apple starà molto attenta alla cosa. il prezzo attuale di poco inferiore all'edicola si stà rivelando un flop e credo che anche a 40 centesimi la cosa non decollerà. aggiungendo inoltre un 30% per apple sarebbe il completo suicidio, considerando il fatto che su android non si pagherà questo balzello e gli editori così come i consumatori si trasferiranno su tale piattaforma, lasciando apple in braghe di tela. oltrettutto da approfondite analisi risulta evidente che la maggior parte degli utenti e soprattutto i giovani non intendono pagare per l'informazione virtuale quindi si prevede un futuro gratuito o quasi per tale settore. Jobs non è stupido e non farebbe un tale hara-kiri ed ecco perchè apple stà aspettando tanto per decidere come muoversi e prendere una decisione che sarà di vitale importanza per la vendita dei prodotti nell'immediato futuro quando anche i concorrenti faranno tablet decenti da porre in concorrenza con la mela.
  15. Io non sono per niente soddisfatto di Zinio, nè come software perchè è poco intuitivo, nè come prezzi e nè come qualità perchè le immagini sono a risoluzione troppo bassa e se c'è del testo scritto spesso non si legge. Spero che Apple metta in ordine questo settore e ci dia la qualità e i prezzi che garantisce su apple store. È grazie alla politica Apple che abbiamo le applicazioni così a buon mercato, gli editori di periodici devono capire che senza spese di stampa e distribuzione non possono tenere i prezzi così alti.
  16. Prepuzio
    Con RUMOR intendete VOCE ?
  17. Stefano
    Il mio parere e' che Apple ha messo in piedi e mantiene infrastruttura e distribuzione, e' nel suo pieno diritto decidere i termini per utilizzare tale infrastruttura, il problema e' un altro semmai... se per distribuire una app e' conveniente lasciare un 30% in cambio di rete, distribuzione, transizioni finanziarie e tutto il resto in 90 paesi del mondo(!!) diverso e' il caso degli abbonamenti a periodici. Non tanto per il piccolo editore che potrebbe invece trarne vantaggio abbattendo i prezzi di gestione ma per i colossi che come Amazon o Barnes&Noble hanno gia' o stanno dotandosi di piattaforme di distribuzione proprietarie e di ebook reader!! Amazon ha gia' rilasciato la sua app per accedere da iPad al repository di Kindle... senza dubbio lo ha fatto perche' i vantaggi sono superiori agli svantaggi di favorire iPad rispetto a Kindle... ma questo potrebbe cambiare radicalmente il giorno lontano che lcd e e-paper convergessero ma potrebbe cambiare gia' domani se Apple pretendera' royalties troppo elevate su tuttto cio' che passa per la propria rete di distribuzione!! Il periodo e' delicato... e-publishing e' appena nato ed e' ancora nell'incubatrice come un prematuro... si rischia che non sopravviva o comunque che si frammenti in piattaforme e standard multipli :-(
  18. @MarcoCav: scusa e perchè non sarebbe vero? non ho detto che Microsoft farà pagare transazioni fatte col suo browser, ne se gli converrebbe in questa società. Ho solo detto che se lo facesse sarebbe una sua decisione legittima e su questo c'è poco da sindacare. Sul fatto che Apple non fornisce infrastrutture, secondo te iTunes store cos'è? Apple per l'editoria propone ne più ne meno quello che già fa con iTunes, dove terzi possono vendere i propri prodotti pagando una percentuale. Non mi sembra che chi ha venduto milioni di app o musica si possa lamentare. Certo chi si lamenta potrebbe mettere su lui una infrastruttura per la promozione e vendita online, ma avrebbe gli stessi risultati? la Rovio avrebbe venduto 50 milioni di "angry birds" senza iTunes? ma per favore. Il successo enorme di iTunes dimostra che chi ne fa uso per proporre contenuti ha solo vantaggi e la percentuale che rimane ad Apple non l'avrebbe comunque in tasca ma spenderebbe molto di più per sostenere i costi di promozione e distribuzione. Per quanto riguarda l'approccio all'editoria, ma c'è ancora chi crede che è colpa di Apple se ancora non vende libri per iBooks? non diciamo cavolate per favore, gli accordi non ci sono ancora non certo per la percentuale che apple chiede, ma SOLO ed UNICAMENTE perchè gli editori non vogliono ancora fare accordi per vendere ebook!! su biblet puoi comprare a 13,99€ come ebook l'ultimo libro di Faletti, su amazon.it (ma anche all'esselunga dove fanno il 20% di sconto) lo compri a 14€ di carta e pure la versione rilegata!! e questi sarebbero gli accordi che gli editori sono disposti a fare? onestamente, ma non ti viene da ridere? sul fatto poi che Apple fornisca l'iPad come gli altri forniscono computer, non è assolutamente vero! I pc li puoi comprare e poi puoi installarci il software (sistema operativo e applicazioni) che vuoi. Sui dispositivi iOS NON puoi (legalmente) installare altri sistemi o applicazioni non approvate. E se ci limitiamo al sistema operativo questo vale per il 99% dei telefoni e smartphone, se prendi un nokia non puoi installare un altro sistema operativo, non puoi nemmeno sui così "open" smartphone Android in quanto se non sono google experience, se non li aggiorni con il sistema fornito dal produttore ti ritrovi con la garanzia invalidata. Ciao Ps per il blog: thread con questi argomenti di solito sono poco frequentati rispetto ad altri tipo "ma l'ipad nuovo sarà più bello del motorola vero?", hanno però il vantaggio di poter esprimere opinioni con utenti tipo MarcoCav, i quali dimostrano (anche con "ruvidezza" ma fa parte della discussione) di non essere certo dei bimbiminkia. Sarebbe auspicabile che di articoli cosi ce ne fossero di più. ariciao
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