Apple viene denunciata da un altro azionista

Un secondo azionista ha intrapreso una causa simile contro la società al fine di avere maggiori diritti e più poteri nella scelta della remunerazione dei dirigenti.

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Questa nuova azione legale è stata promossa dall’azionista Brian Gralnick in Pennsylvania, anche se al momento non ci sono indicazioni su quante azioni detenga. Il suo avvocato ha confermato che la volontà dell’assistito è quella di andare in giudizio il 19 febbraio, in contemporanea con l’udienza di Einhorn. Tim Cook ha già commentato la prima denuncia, definendola uno “sciocco barraccone” e un “errore di interpretazione” circa le reali volontà dell’azienda.

Entrambe le cause cercano di bloccare due proposte di Apple che saranno presentate all’annuale riunione degli azionisti che si terrà il 27 febbraio prossimo. Tali proposte si riferiscono all’emissione di azioni privilegiate e al  potere da dare ad alcuni azionisti circa la scelta delle remunerazioni dei dirigenti.

Cook ha sostenuto che la proposta dei due azionisti  non solo non va a bloccare il piano di azioni privilegiate, ma va a spostare l’approvazione delle offerte su tale azioni direttamente agli stessi azionisti che potranno decidere in merito con maggiori poteri. Invece, secondo la carta degli azionisti Apple, i dirigenti dell’azienda possono emettere azioni privilegiate, se lo desiderano, senza l’approvazione delle parti interessate. In ogni caso, Cook ha detto che valuterà le proposte di Einhorn, ma anche che la querela è semplicemente una perdita di tempo per tutte le parti in causa.

La causa verte anche sulla proposta di dare maggiori poteri agli azionisti, dato che ora il loro peso in merito è molto limitato. In pratica, secondo Granlick, Apple non è ancora riuscita a rivelare i dettagli su come si determinano le retribuzioni dei dirigenti, per questo sarebbe necessario dare maggiore potere decisionale agli azionisti. Dobbiamo notare, però, che i dirigenti Apple sono tra i meno pagati tra le grandi aziende di tecnologia e la gran parte dei loro introiti deriva proprio dalle azioni possedute. Ad esempio, nel 2012 lo stipendio di Tim Cook è stato di 1.360 dollari all’anno, a cui però fanno aggiunti i potenziali 15 milioni di dollari derivanti dalle stock option.

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